Ariano Irpino

Città d’altura e di frontiera: una terrazza naturale sull’Appennino, storicamente abituata ai transiti.

Città d’altura e di frontiera: una terrazza naturale sull’Appennino, storicamente abituata ai transiti. Nel perimetro UNESCO dell’Appia in Irpinia, Ariano racconta il volto “di viaggio” di questa strada: non solo memoria archeologica, ma anche paesaggio, comunità, soste e scambi. È la tappa ideale per chi vuole unire centro storico e campagna, tra belvederi, vicoli e strade secondarie che invitano a muoversi lentamente. Nei dintorni, il racconto delle vie romane trova un punto chiave nell’area di Aequum Tuticum.

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Comune di Ariano Irpino
Altitudine: m. 788 s.l.m.

Abitanti
20678

Patrono
Sant’Ottone Frangipane – 23 marzo

Uffici del Comune
Piazza Plebiscito, 1, 83031
T. +39 0825 875100

www.comune.ariano-irpino.av.it

LUOGHI DI INTERESSE

Castello Normanno
Cattedrale di S. Maria Assunta
Museo civico e della ceramica
Museo degli Argenti
Borgo Medievale
Percorso dell’Appia Antica
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ETIMOLOGIA
Ci sono due ipotesi sull’origine del nome Ariano: secondo la prima, il nome Ariano probabilmente deriva da Ab Ara Iani, ovvero da un altare edificato in onore di Giano, sostenendo che la città fosse sorta nei pressi di un antico luogo di culto dedicato al dio bifronte. Secondo un’altra ipotesi, invece, il toponimo deriverebbe dal nome di persona romano Arrius o Arianus significante “terra di Ario” o fondo agricolo appartenente a qualcuno, ammettendo che tale Ario fosse un possidente della tarda antichità o un castellano del primo medioevo. La prima attestazione di tale toponimo risale al 782, mentre l’aggettivo Irpino è stato aggiunto nel 1930 per localizzare la città, nota anche come Città del Tricolle.

CENNI DI STORIA
Le origini di Ariano risalgono all’insediamento neolitico della Starza. La vita in questo sito si estingue intorno al 900 a.C. Successivamente i Sanniti fondarono Aequum Tuticum (campo o pianura grande) nella zona di S. Eleuterio. Il sito, con il passare del tempo fu romanizzato, divenne nodo stradale importantissimo, tra l’incrocio della Via Traiana est-ovest e la Via Herculea avente direzione nord-sud. La decadenza di Aequum Tuticum iniziò con le invasioni barbariche, fino a scomparire per via dei forti terremoti. Progressivamente gli abitanti andarono ad insediarsi su un’area vuota posta su un’altura a sud, luogo ove ora sorge Ariano, più difendibile per via della sua altezza, appartato rispetto alle grandi vie di comunicazione, al riparo, perciò, intorno al VI sec. d.C., dal continuo andirivieni di Goti e Bizantini.

In epoca longobarda divenne la principale roccaforte contro i domini Greci e nel X sec. il guastaldato di Ariano divenne contea. i nuovi conquistatori Normanni costruirono il Castello, ancora oggi visibile. Qui nel 1140, Ruggero II il Normanno, Re delle Due Sicilie, emanò la nuova costituzione nelle famose Assise di Ariano e coniò la nuova moneta il Ducato, che durò fino al 1860. Ai Normanni succedettero gli Svevi. Ariano subì saccheggi e devastazioni a causa degli uomini e dei violenti terremoti. Tramontato il regno degli Angioini, la Città passò nelle mani della famiglia Provenzale dei Desabramo dal 1294 al 1413. Si succedettero poi i Carafa ed i Gonzaga. Il 2 agosto 1585 la Città si riscattò dal regime feudale, diventò Città Regia e passò sotto il comando del Vicerè del Regno delle Due Sicilie.

LEGAME CON LA VIA APPIA
In località Sant’ Eleuterio, sono visibili i resti di un antico centro dal nome Aequum Tuticum che rappresentò un importante nodo stradale dell’antichità. Da qui passavano la via Aemilia, la Traiana e l’Herculea, strade consolari che si intrecciavano con l’Appia e collegavano da nord a sud la Campania con la Puglia e da est a ovest il versante adriatico con quello tirrenico. Le evidenze archeologiche documentano la funzione del sito come mansio e centro di servizi lungo queste grandi arterie stradali.

Sono stati individuati tratti basolati di strade romane, riferibili alla Via Traiana e ai collegamenti con la Via Appia e la Via Aemilia Aequi, che confermano il ruolo di crocevia. Accanto alla viabilità emergono resti di edifici, probabilmente destinati all’ospitalità dei viaggiatori e alla sosta dei convogli, como ambienti rettangolari in muratura e strutture pavimentate. Il rinvenimento di laterizi, ceramica comune e da mensa, anfore e monete testimonia una frequentazione continua tra età repubblicana e imperiale.

L’edificio più significativo è costituito da un impianto termale databile al I sec. d.C. Alla seconda metà del II sec d.C. si riferiscono, invece, una serie di ambienti disposti a schiera, interpretabili come horrea (magazzini) o tabernae (botteghe) da cui provengono ceramiche, iscrizioni, steli funerarie e monete.
Nel complesso, Aequum Tuticum era quindi un centro funzionale al controllo del territorio e ai traffici, più che una grande città, ma di primaria importanza per la rete stradale romana dell’Italia meridionale.
Ariano può essere quindi presentata come tappa finale del tratto UNESCO irpino. Qui il viaggio si apre verso altri territori e si può proporre un percorso doppio: racconto urbano (centro, belvederi, identità) e racconto territoriale con Aequum Tuticum e il tema delle strade.