Bonito
Bonito è un borgo collinare che si presta a essere vissuto con calma: una tappa intermedia perfetta per trasformare un trasferimento in un’esperienza. Nel tratto UNESCO dell’Appia in Irpinia, Bonito parla di ospitalità e quotidianità: il viaggio non è solo “arrivare”, ma attraversare, sostare, osservare. Qui la visita funziona bene in formato breve: una passeggiata nel centro, qualche scorcio panoramico e una sosta gusto. È il tipo di luogo che rende credibile la promessa dell’Appia: un turismo sostenibile, leggero e diffuso.

Comune di Bonito
Altitudine: m. 490 s.l.m.
Abitanti
2183
Patrono
San Bonito di Clermont – 15 gennaio
Uffici del Comune
Largo Mario Gemma, 15 – 83032
T. +39 0825 422054
LUOGHI DI INTERESSE



ETIMOLOGIA
Il nome Bonito ha un’etimologia non del tutto certa, ma viene generalmente ricondotto al latino bonus, con il significato di “buono” o “favorevole”. Secondo questa interpretazione, il toponimo farebbe riferimento alla fertilità del territorio o alla salubrità del luogo. Un’altra ipotesi lo collega al termine medievale bonitus, usato per indicare un fondo agricolo di buona qualità. In ogni caso, il nome riflette una valutazione positiva del territorio fin dall’antichità. Una ricostruzione considerata più accreditata in ambito locale collega invece il toponimo ai feudatari Bonito.
CENNI DI STORIA
Bonito affonda le sue origini in epoche molto antiche. Il territorio risulta abitato già in Età preromana, probabilmente dai Sanniti, popolazione che occupava gran parte dell’Irpinia prima della conquista romana. Con la romanizzazione, l’area fu interessata da insediamenti rurali e attività agricole, favorite dalla natura collinare e fertile del luogo. Nel Medioevo Bonito iniziò ad assumere una fisionomia più definita como borgo, inserendosi nel sistema feudale che caratterizzava l’Italia meridionale. Le prime notizie in forma stabile sono spesso collocate tra X e XI secolo con il “Castrum Boneti”, insediamento fortificato in un’area di contatto tra la contea di Ariano e l’orbita di Benevento. La sua posizione strategica ne fece un centro di controllo del territorio circostante, anche se rimase prevalentemente legato all’agricoltura e alla vita contadina. Nel corso dei secoli il paese seguì le vicende politiche del Regno di Napoli, passando sotto diverse dominazioni feudali. Tra l’età moderna e contemporanea Bonito conservò il suo carattere rurale, sviluppando tradizioni legate alla cultura contadina e alla religiosità popolare. Ancora oggi il centro storico, l’impianto urbano e le usanze locali testimoniano un passato fatto di continuità, resilienza e forte legame con il territorio irpino.
LEGAME CON LA VIA APPIA
Bonito appartiene al gruppo irpino del sito UNESCO “Via Appia. Regina Viarum”, in relazione al nodo di Aeclanum e al corridoio storico di attraversamento. Sebbene Bonito non sia citato nei documenti romani come stazione principale della Via Appia, il territorio comunale era situato in prossimità di una diramazione secondaria della grande arteria romana che attraversava l’Irpinia. Questa vicinanza ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo storico del borgo, facilitando lo scambio di prodotti agricoli, tessuti e ceramiche, e garantendo una certa connessione con centri maggiori come Avellino e Benevento. Gli studi archeologici e alcune tracce topografiche suggeriscono che lungo le colline di Bonito esistessero antichi percorsi lastricati e ponti minori utilizzati come collegamenti locali alla Via Appia. Questi itinerari permettevano agli abitanti di accedere facilmente ai mercati regionali e alle rotte di comunicazione romana, contribuendo alla prosperità della zona nel periodo imperiale. Il legame tra Bonito e la Via Appia non è solo geografico, ma anche culturale e simbolico. Rappresenta la testimonianza di un passato in cui strade e collegamenti definivano il destino dei piccoli centri, e oggi offre al visitatore la possibilità di percorrere con lo sguardo e con i passi un itinerario che intreccia storia, paesaggio e memoria. Bonito, pur nella sua dimensione raccolta, custodisce così un frammento della grande storia romana, ricordandoci quanto le vie del passato abbiano contribuito a costruire le comunità di oggi.
I MURALES
Oltre ad un ricco patrimonio storico, religioso e culturale, c’è posto anche per l’arte contemporanea che, a Bonito, ha trovato già da alcuni anni, una particolare e inconfondibile forma di espressione, tramite i murales collocati in diversi punti del paese. Dal 2011, è attivo il Collettivo BOCA (Bonito Con-test Art), un’associazione culturale composta da professionisti e appassionati, che opera nell’ambito della creatività urbana. Questa associazione promuove la realizzazione di interventi che possano contribuire a valorizzare i contesti urbani e rurali, riqualificando alcune zone attraverso l’arte pubblica contemporanea, in particolare con la street art.
Nei suoi anni di attività, questo Collettivo ha contattato diversi artisti noti a livello internazionale che hanno realizzato le loro opere nel paese nel corso di un festival periodico di arte pubblica. Millo, Tellas, Alex Senna, Diego Miedo, Agp, Milu Correch, Camilla Falsini, Guerrilla Spam, Irene Lasivita, Carlos Atoche sono alcuni dei nomi dei grandi artisti internazionali che hanno lasciato a Bonito una propria opera. Cinque dei murales di Bonito, inoltre, sono stati realizzati nel 2016 nell’ambito del progetto “Impronte”, un evento realizzato in collaborazione con il Comune di Bonito e con il Museo Salvatore Ferragamo, con lo scopo di promuovere la conoscenza della creatività dello stilista. Tra i murales spicca uno di Francisco Bosoletti che, nel 2018, è stato giudicato tra i più belli al mondo dalla rivista internazionale “Widewalls”.
