Casalbore
Casalbore è una tappa raccolta, ideale per chi ama i borghi e vuole leggere l’Appia come paesaggio. Nel perimetro UNESCO irpino, qui il viaggio si fa essenziale: pochi minuti bastano per entrare in un’atmosfera autentica, fatta di vicoli, scorci e un rapporto diretto con la campagna. È un luogo che invita a rallentare e a fermarsi “quanto basta”: una passeggiata breve, una foto, un caffè, e poi di nuovo in cammino lungo l’asse dell’Appia verso le tappe successive.

Comune di Casalbore
Altitudine: m. 601 s.l.m.
Abitanti
1516
Patrono
Madonna della Neve – 5 agosto
Uffici del Comune
Piazza Municipio, 1 – 83034
T. +39 0825 849005
LUOGHI DI INTERESSE



ETIMOLOGIA
L’etimologia del nome Casalbore ha origini storiche incerte ma prevalentemente legate alla conformazione geologica o all’insediamento, derivando da Casalis Albulus (o Casali Albuli), che significa “villaggio bianco” o “casale bianco”, con probabile riferimento alla pietra bianca locale usata nelle costruzioni. Altre interpretazioni suggeriscono l’associazione di “Casale” con un nome di persona, come Albulus o Albolus, che nel tempo si è evoluto in Arburus, avvicinandosi al latino arbore, suggerendo un significato di “casale degli alberi”. Questa lettura è rafforzata dalla presenza di alberi nello stemma civico del paese e riflette l’origine rurale del borgo e la sua antica relazione con il paesaggio boschivo della valle del Miscano e del Cervaro.
CENNI DI STORIA
Casalbore, comune situato nella Valle del Miscano, vanta una storia trimillenaria legata alla sua posizione strategica lungo le antiche direttrici della transumanza. Le origini del territorio sono molto antiche: reperti archeologici indicano insediamenti umani fin dall’Età neolitica e, soprattutto, una necropoli sannitica con tombe a tumulo databili tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., che mostrano la presenza di popolazioni preromane legate alla cultura degli Irpini e dei Sanniti. In epoca romana l’area fece parte del territorio di Benevento, pur mantenendo un carattere sparso e rurale; la prima citazione documentata di Casalbore risale al 452 d.C. Dopo la caduta dell’Impero Romano, il borgo fu incluso nel Ducato di Benevento, venne occupato dai Saraceni e poi conquistato dai Normanni nel 1042. Intorno al XI–XII secolo sorse l’elemento simbolo dell’abitato: la Torre Normanna, una fortificazione di controllo strategico sui traffici e i tratturi, attorno alla quale si sviluppò il centro storico medievale. Nel corso dei secoli successivi Casalbore fu coinvolto nelle lotte tra il Papato e gli Svevi e passò sotto il dominio di varie famiglie nobiliari come gli Sforza, i Guevara e infine i Caracciolo, che ne rimasero feudatari fino all’abolizione della feudalità nel 1806.
LEGAME CON LA RETE APPIA/TRAIANA
Casalbore è profondamente legata alla via Appia, non tanto perché attraversasse direttamente l’abitato, quanto per la sua posizione strategica nel territorio gravitante attorno all’Appia. Il borgo sorge infatti a breve distanza dall’antico snodo di Aequum Tuticum, crocevia fondamentale tra la via Appia e la via Traiana, punto di passaggio obbligato per eserciti, mercanti e viaggiatori diretti da Roma verso Benevento, la Puglia e l’Oriente. Questa vicinanza rese il territorio di Casalbore un’area di controllo e di servizio lungo le grandi vie di comunicazione romane, favorendo insediamenti rurali, stazioni di sosta e attività agricole connesse ai traffici. Anche dopo la fine dell’Impero, il tracciato dell’Appia continuò a influenzare la vita locale: in Età medievale le antiche strade romane rimasero corridoi privilegiati per gli spostamenti, i pellegrinaggi e la transumanza, contribuendo allo sviluppo del borgo attorno a strutture difensive come la Torre normanna. Il legame con la via Appia, dunque, non è solo geografico ma storico e culturale: Casalbore si inserisce in quel paesaggio di continuità tra mondo romano e Medioevo, in cui le grandi vie consolari hanno modellato per secoli l’organizzazione del territorio, lasciando un’impronta duratura nella storia dell’Irpinia.
Lungo il passaggio della via Appia Traiana nel territorio di Casalbore si trovano siti di eccezionale valore come il Ponte di Santo Spirito (o del Diavolo), antica struttura di epoca romana (II sec. d.C.), tra Casalbore e Montecalvo Irpino, che permetteva alla via Traiana di superare il torrente Ginestra, ma soprattutto, di particolare rilievo storico e religioso è la Chiesa di Santa Maria dei Bossi, una cappella rurale in stile romanico, costruita sui resti di una necropoli di Età romana, posta tra il tracciato del Regio Tratturo e l’antica strada Traiana. Questo luogo rappresentò una sosta privilegiata per guerrieri, pastori e pellegrini. Le prime tracce dell’esistenza di questo luogo di culto dedicato alla Madonna si trovano in un documento ecclesiastico del 452 e successivamente in una pergamena del 1102, in cui si apprende che la struttura risultava tra i beni della chiesa di Santa Sofia di Benevento e si praticava anche il culto di San Giovanni Battista. Prima Chiesa della prima Comunità Cristiana di Casalbore presentava un vano a pianta regolare quadrata con una struttura mista di mattoni e pietre.
PRIMA DELL’APPIA TRAIANA
L’importanza strategica di Casalbore come centro di sosta e di culto già prima della costruzione della variante traianea è testimoniata da un tempio italico scoperto in località Macchia Porcara, presso una sorgente a valle del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. Si tratta di un tempietto esastilo tipico dell’architettura religiosa dell’Italia centro-meridionale di età sannitica (III secolo a.C.), anche se nell’area sono emerse tracce di un’area votiva più antica, databile al VI secolo a.C. Dalle analisi dei depositi votivi rinvenuti nell’area si ritiene che il santuario fosse dedicato alla dea Mefite. Fu probabilmente distrutto durante le guerre annibaliche (215-217 a.C.), ma resta comunque uno dei rari esempi di edificio di culto italico conservato in Irpinia, testimoniando l’importance culturale e religiosa dell’area nel mondo preromano e sannitico.
